“ELISA 10. Antenna salute” Risultati del primo anno di progetto


Cosa prevede il Progetto?

ELISA 10. Antenna salute” è un’iniziativa di promozione della salute diretta a popolazione immigrata.

Si propone di creare uno spazio sul territorio in cui viene fatta attività di sensibilizzazione /formazione su temi che riguardano la prevenzione primaria. Gli interventi sono diretti a gruppi e alla singola persona.

Nello specifico:

  • Gli interventi che coinvolgono più persone sono strutturati in Corsi (A e B, a seconda che il grado di alfabetizzazione sanitaria sia di livello basic oppure beyond the basic); per ogni lezione è prevista valutazione dell’apprendimento.  Al termine del Corso è assegnato un grant a chi ha partecipato “attivamente”, vale a dire è stato presente e ha completato i questionari di apprendimento.

 I Corsi sono gestiti da medici volontari, coadiuvati da Mediatori Culturali e da Educatori Pari (MC/EP)

  • Gli interventi diretti al singolo (infopoint) consistono in interviste mirate ad identificare la presenza di fattori di rischio che potrebbero mettere a rischio la salute. Sulla base di quanto rilevato, il medico raccomanda specifici interventi di prevenzione, motivando dal punto di vista clinico la necessità di adottare tale “buona prassi”.

Infopoint è gestito da medici e da MC/EP. Questi si impegnano a

  •  Far meglio comprendere ciò che il medico ha consigliato
    •  Se del caso, indirizzare il paziente a Servizi di riferimento ove attuare quanto consigliato
    •  Sollecitare l’utente a tener fede al follow up programmato.

Tra le attività del Progetto è compreso anche un Corso di formazione mirato ad approfondire gli ambiti della prevenzione, e diretto a Operatori Sanitari e Mediatori Culturali.

Sono state realizzate le attività previste?

A causa del lockdown e dell’esiguo finanziamento assegnato, sono state apportate alcune modifiche al Progetto: gli incontri a gruppi sono stati fatti tramite la piattaforma ZOOM, le schede informative su temi riguardanti la prevenzione sono state realizzato in italiano e non anche nelle lingue inizialmente previste (arabo, inglese e francese), l’infopoint è stato avviato alla fine del lockdown e il Corso di formazione è stato limitato ai soli operatori coinvolti nel Progetto.

Quali sono stati i risultati?

  • Incontri a gruppi. Si è riusciti a completare l’attività nonostante le difficoltà nel coinvolgere le partecipanti, nell’agire in modo interattivo e nel valutare l’apprendimento. Le partecipanti al Corso A (Basic) non hanno raggiunto la performance prevista (Indicatore: il 70 % delle partecipanti fornisce risposte esatte nei post test), mentre tale risultato è stato ottenuto nel corso B (Beyond the basic). Alle partecipanti, che più assiduamente hanno frequentato e che hanno effettuato i test di apprendimento, è stato assegnato un grant.
  • Infopoint. Causa lockdown il numero di utenti è stato, ovviamente, inferiore al previsto; inoltre, non si è potuto documentare in modo esaustivo se il percorso prevenzione sia stato realizzato. Il follow up di alcune persone ricadeva, infatti, al di fuori dei tempi del Progetto.  Per contro, è stato possibile effettuare alcuni screening di laboratorio e strumentali ritenuti necessari.   
  • Corso di formazione su Prevenzione Primaria. Pur se realizzato con un numero ridotto di persone, è stata l’occasione per mettere a punto un pacchetto formativo che ASPIC periodicamente proporrà a chi sia interessato ad approfondire l’ambito della prevenzione.

Quali elementi negativi sono emersi in corso di Progetto?

  • E’ da evitare l’attività formativa “a gruppi” tramite FAD: viene, infatti, a mancare il coinvolgimento attivo dei partecipanti, elemento indispensabile per l’apprendimento, e non è data possibilità a MC/EP di espletare a pieno il loro ruolo, vale a dire chiarire concetti “nuovi” o “difficili”, oppure tradurre termini sconosciuti.
  • L’insufficiente performance del Corso A, che non ha raggiunto l’obiettivo prefissato, potrebbe dipendere da tale aspetto; parte dell’insuccesso potrebbe anche essere imputato alla difficoltà di tradure in modo semplice concetti scientifici.

Quali aspetti dovrebbero essere migliorati o approfonditi in future iniziative?  

ASPIC ritiene che la metodologia adottata con il Progetto ELISA 10 vada mantenuta e, ovviamente, perfezionata.

Due aspetti, introdotti nel Progetto appena concluso, meritano di essere approfonditi. Il primo riguarda gruppi di Auto Mutuo Aiuto sulla salute (“AMA – salute”): potrebbero essere efficaci per affrontare temi “divisivi”, come quello dell’obbligo vaccinale, o temi ritenuti “non importanti” da parte dei destinatari, come, per esempio, l’adozione di terapie preventive quando si è in buona salute, oppure non effettuare test di screening raccomandati in base alla fascia di età o alle condizioni di rischio.

Molto importante è anche la raccolta e l’analisi dei dati di quanti accedono all’infopoint. Oltre a quelli demografici dovrebbero essere raccolti dati che identificano barriere sociali al cambiamento (vale a dire all’adozione di buone prassi): USPSTF (organizzazione da cui ASPIC ha mutuato la metodologia di lavoro) raccomanda che tale aspetto sia tenuto in debita considerazione con l’obiettivo di meglio definire quali fattori impediscono un equo accesso alla prevenzione.

Quali risorse sono necessarie per migliorare o potenziare il Programma ELISA?

Il progetto ELISA, giunto alla decima edizione, è nato, cresciuto e si è sviluppato grazie a medici volontari.

I finanziamenti ricevuti non hanno permesso di remunerare Mediatori Culturali ed Educatori Pari; si tratta di figure di riferimento quando la health literacy è insufficiente e programmi di informazione sulla salute sono basati sulla evidenza scientifica e non sulla cultura di appartenenza della popolazione target, specie se rappresentata da migranti.

Inoltre, il modesto budget ha impedito di diffondere a più ampio raggio un’iniziativa che potrebbe essere utile ed efficace, soprattutto per chi ha insufficiente accesso ai comuni mezzi di informazione. E il target di ASPIC appartiene a tale categoria. Infine, destinare un grant a chi partecipa attivamente a iniziative sulla prevenzione dovrebbe esser considerato una priorità.  Sono stati offerti bonus per favorire la vaccinazione, oppure per accedere a musei, luoghi di cultura: perché non destinarli anche a chi vive in un contesto di emarginazione sociale e probabilmente ha maggiori fattori di rischio di chi non ha problemi di sopravvivenza?

Per ulteriori dettagli sul Progetto

Elisa 10. Report. Primo anno di Progetto. 2020-2021

Antenna salute. Programma 2021-2022

NOTE AL PROGETTO

ENTE FINANZIATORE.

Città di Torino. Divisione Servizi Sociali, Socio Sanitari, Abitativi e Lavoro. Servizio Promozione della Sussidiarietà e della Salute.

Prot. 2498/043 del 19/01/2021

DURATA

Luglio 2020 – Giugno 2021

SEDE

Casa del Quartiere di San Salvario. Via Oddino Morgari 14. 10 125 Torino

HANNO PARTECIPATO

Flavia Adamo. Centro Antiviolenza Città di Torino

Anna Maria Bastianini. Psicologa

Patrizia Campo. Centro Antiviolenza Città di Torino

Ester Chicco. Psicologa

Marie Cisse. Educatore pari

Maria Rosaria Coppola. Sociologa

Giovanna De Filippi. Medico, specialista in Medicina Interna

Monique Diarra. Ostetrica e mediatrice culturale

Halima Doubri. Educatore pari

Fabio Pettirino. Antropologo

Mariel Renzetti. Medico, specialista in Ginecologia e Ostetricia

Maddalena Saitta. Medico e Biologo

Bruna Santini. Medico, specialista in Gastroenterologia, Dietologia e Pediatria

Anamaria Skanjeti. Psicologa

Maria Luisa Soranzo. Medico, specialista in Malattie Infettive e Pediatria

REFERENTI PER L’ATTIVITÀ SCIENTIFICA

Maria Luisa Soranzo

Bruna Santini

REFERENTE DI PROGETTO

Monique Diarra

COORDINATORE

Silvia Chiesa

Riferimenti