Vorreste vivere 120 anni? Probabilmente la maggior parte risponderebbe sì, a patto che l’allungamento della vita non sia gravato dal più o meno veloce decadimento fisico e mentale che caratterizza la vecchiaia. Infatti, l’aumento dell’aspettativa di vita nella maggior parte del mondo non è stato generalmente accompagnato da corrispondente miglioramento della salute. Oggi ci sono tuttavia delle promesse che hanno una base di evidenza, anche se i percorsi applicativi non sono ancora chiari. Tali promesse arrivano dalle nuove scoperte nell’Intelligenza Artificiale (AI), biologia cellulare, -omica (studio di particolari insiemi di molecole in un sistema biologico, es. genomica, proteomica), farmaci e vaccini, che fanno intravedere la possibilità di diventare Super-Agers, supervecchi, con una qualità di vita decisamente buona. La geroscienza è dunque una disciplina relativamente nuova, che cerca di definire e modificare vie biologiche tipiche dell’invecchiamento, rallentare la disabilità legata all’età, prevenire le patologie dell’invecchiamento stesso e aumentare la sopravvivenza libera da malattie.
Un libro
È di quest’anno il libro: “Super Agers: an Evidence Based Approach to Longevity” del cardiologo americano Eric Topol. Come dice il titolo, non si tratta di fantascienza ma di un resoconto puntuale, saldamente basato sulle evidenze scientifiche, di tutti i fattori che favoriscono la longevità e degli innovativi strumenti medici a disposizione per ritardare i malanni che pesano sul periodo finale della vita. Il libro è di facile lettura e alla portata di persone estranee all’ambiente medico.
Dieta
L’autore considera non solo la dieta, su cui c’è ormai ampio consenso, cioè povera di zuccheri, sale, colesterolo e acidi grassi saturi, bilanciata per proteine e fibre, ma commenta anche a proposito di specifici nutrienti, quali i singoli aminoacidi e le proteine che, se da un lato potrebbero compensare la perdita di massa muscolare, dall’altro avrebbero un’attività pro-infiammatoria per il microbioma intestinale. Un allarme particolare si accende per il cibo ultra-processato, il cui consumo è legato, talora con un rapporto fortemente dose-dipendente, a una moltitudine di patologie, compresa malattia cardiovascolare, cancro, disordini metabolici. L’autore è convinto che in futuro il cibo ultra-processato sarà considerato come le sigarette, per il danno che produce, e insiste sull’importanza della corretta informazione ai consumatori.
Cause ambientali
Sono ampiamente illustrati anche i danni da inquinamento dell’aria, pesticidi, microplastiche e rumore. L’autore fa appello agli enti regolatori perché intervengano subito pesantemente, dato che questi fattori di rischio ambientali inaspriscono le diseguaglianze dei sistemi sanitari dei popoli.
Farmaci
L’effetto drammatico degli agonisti dei recettori di GLP-1 (Ozempic e simili) sull’obesità e il diabete dicono molto sul fatto che ci sono ancora molte grosse scoperte da fare sulla fisiologia umana e sul potenziale di lotta alle malattie. La lotta all’obesità porta alla riduzione di infarti, ictus e morti cardiovascolari, migliora la funzionalità renale e riduce l’infiammazione. Siccome questi recettori sono presenti su molteplici tessuti, i benefici di tali farmaci possono estendersi anche a patologie non correlate con l’obesità. “L’impatto dei farmaci GLP-1 in medicina- per migliorare la salute dei pazienti- sarà probabilmente più sostanziale di qualunque altra classe precedente di medicinali, incluse le statine”
Il futuro
Nuove strade di intervento si possono trovare attraverso la comprensione della biologia dell’invecchiamento, che ha dei meccanismi sottostanti come tratti distintivi, che chiameremo “marchi”: danni del DNA, della proteostasi, dei mitocondri, della funzione delle cellule staminali e immunitarie, tanto per citarne alcuni e, soprattutto, l’infiammazione sterile (cioè senza contributo di agenti infettivi). Questa corre ubiquitariamente in tutti i cattivi stili di vita e nelle malattie correlate all’età. Questi “marchi” sono come orologi dell’invecchiamento: un individuo può essere avanti o indietro rispetto alla progressione media di un certo marchio. L’accelerazione di alcuni, piuttosto che altri, si è dimostrata approssimativamente predittiva del momento della morte, implicando un’età biologica più avanzata rispetto all’età cronologica. Gli orologi biologici possono essere anche organo-specifici, e presentare differenze nell’avanzamento dell’invecchiamento in organi differenti del medesimo individuo che predicono un’accelerazione del rischio di malattia e morte di quell’organo. Un accelerato invecchiamento del rene predice rischio di malattia in molti altri organi. Il profilo proteomico (insieme di tutte le proteine presenti nel plasma in un certo momento) potrebbe rappresentare un potente mezzo di screening di problemi pre-clinici in specifici organi e servire in programmi di prevenzione individualizzati.
Il concetto alla base della lotta contro certi aspetti dell’invecchiamento, idea centrale della geroscienza, è che, siccome gli orologi biologici di un individuo sono presenti nell’eziologia di molte malattie dell’età, essi possono essere usati come target d’intervento per prevenire o ritardare gruppi di malattie. La loro soppressione genetica o farmacologica in animali da laboratorio migliora la salute nell’invecchiamento ed estende la durata della vita. Molti sono sensibili a farmaci già esistenti, che potrebbero perciò essere potenzialmente riproposti per la geroprotezione. Questi farmaci funzionano in modelli di laboratorio anche a dosi decisamente inferiori a quelle usate in clinica. I pochi trial clinici suggeriscono che le risposte potrebbero essere simili nell’uomo.
C’è spazio per la ricerca di nuovi farmaci, ma questa deve necessariamente essere diversa da quella per le singole malattie: la vecchiaia non è attualmente considerata una malattia. Gli studi clinici sull’uomo sono difficili e costosi per molti motivi di impostazione e di durata, tra cui il numero di soggetti studiati che dovrebbe essere molto ampio, e il criterio per valutare i risultati non facile da definire. Inoltre, poiché alcuni farmaci candidati come il sirolimus (rapamicina) o la metformina hanno il brevetto scaduto (molteplici produttori possono realizzareli), solo un intervento pubblico potrebbe garantire adeguati finanziamenti per trial ampi e standardizzati per farmaco, necessari per far passare qualcuno di tali farmaci nella routine della salute pubblica.
Il libro considera “meravigliosi” gli sforzi in atto per cambiare l’attuale processo di invecchiamento umano ed è ottimista riguardo a possibili risultati, anche se ancora lontani. Intanto le scoperte della geroscienza hanno condotto alla fioritura di start-up biotecnologiche e di cliniche della longevità in giro per il mondo, che sovente offrono rimedi senza alcuna base e sono essenzialmente indirizzate ai ricchi in buona salute che faticano ad accettare un fatale declino. Se pensiamo alle enormi differenze socioeconomiche dei popoli nell’opportunità di accesso alla prevenzione e alla cura, allora: “Come possiamo essere allo stesso tempo iperinnovativi per allungare la vita e insensibili a tutte le cose che l’accorciano?
Riferimenti
Eric Topol. Super Agers: an Evidence Based Approach to Longevity. Simon & Shuster 2025. ISBN 9781668067666. https://www.simonandschuster.com/books/Super-Agers/Eric-Topol/9781668067666
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