2025/10/04. Stagione Vaccinale 2025-2026. RSV e Covid-19


Nel corso della stagione invernale, altre infezioni virali possono colpire in aggiunta all’influenza. Per lo più si tratta di infezioni delle alte vie respiratorie, che danno malattie non gravi, di breve durata e autolimitantesi, con sintomi simili a quelli dell’influenza lieve con la quale vengono sovente confuse. Ne sono responsabili diversi virus, detti para-influenzali (Paramixovirus, Rhinovirus, Adenovirus, Enterovirus e al.) che circolano nel periodo invernale e possono colpire più di una volta nella stessa stagione. Parliamo qui, invece, di due virus che possono dare malattie importanti, soprattutto nei gruppi più fragili: il Virus Respiratorio Sinciziale (o RSV) e il Covid-19, di recente drammatica memoria. Entrambi sono endemici e ubiquitari, ma circolano più attivamente nella stagione invernale.

La malattia respiratoria da RSV rappresenta una reale minaccia per i bambini di età <12 mesi, nei quali è generalmente grave e necessita quasi sempre di ricovero in ospedale. Il bersaglio del virus sono i bronchioli, cioè i rami bronchiali di diametro minore e più periferici, tanto che si parla comunemente di bronchiolite. Il rischio massimo lo corrono i neonati prematuri e i bambini con meno di 6 mesi, per i quali si rende necessaria la terapia intensiva con ossigeno, e il pericolo di morte è concreto. L’infezione è comunque un problema serio a tutte le età, con la solita stratificazione per età e rischio: Il carico che comporta per i sistemi sanitari è notevole. Perciò, In anni recenti sono comparsi molti studi per definire una strategia di cura e soprattutto di prevenzione. I vaccini anti-RSV sono disponibile dal 2023. In Italia sono autorizzati 2 vaccini, Arexvy e Abrysvo (questo per le donne in gravidanza). Per la stagione 2025-2026, il vaccino è raccomandato a tutti gli adulti con più di 75 anni, gli adulti tra 50 e 75 anni con almeno una malattia organica cronica, nonché agli anziani ospiti di case di riposo.

La protezione dei bambini piccoli è molto importante, dato che la malattia è grave; la maggior parte viene infettata da RSV nel primo anno di vita e la quasi totalità sperimenta la malattia prima del compimento del secondo anno. Una dose di vaccino anti-RSV (Abrysvo) somministrata alla madre, a 32-36 settimane di gestazione, da settembre a tutto gennaio se il parto è previsto in stagione RSV epidemica, o una dose di anticorpo monoclonale somministrata al neonato (immunità passiva), costituiscono la profilassi anti-RSV.

La situazione è a dir poco confusa. Gran parte di questa confusione può essere attribuita agli avvenimenti verificatisi nel corso del 2025 negli USA sotto la presidenza Trump, dove si sta legittimando una certa tendenza no-VAX, una esautorazione e aperta manipolazione degli Enti regolatori nazionali come il CDC e l’ACIP (Advisory Committee on Immunization Practices), e un grosso taglio ai finanziamenti per la ricerca di nuovi vaccini a tecnica mRNA. A maggio ’25, il segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS), Robert F. Kennedy Jr., ha annunciato sui social media un suo personale piano di vaccinazione che esclude, ad esempio, tutti i bambini sani e le donne in gravidanza, causando un’ondata di dimissioni all’interno di tali enti. D’altra parte a giugno, prima della riunione dell’ACIP che avrebbe dovuto emettere le linee guida per la stagione invernale, lo stesso segretario ha rimosso tutti i 17 membri dell’ACIP sostituendoli con 8 membri del suo entourage, molti dei quali hanno notoriamente pregiudizi contro le vaccinazioni.

Il Covid-19 non è sparito, come non lo è il long-Covid in cui talora si prolunga la malattia. I diversi vaccini oggi disponibili sono diretti contro la variante LP.8.1, che al momento è quella che circola di più globalmente: il loro uso è raccomandato ai soggetti di 65 anni o più, e a quelli di 12-64 anni che abbiano almeno una condizione clinica ad alto rischio. Quanto ai bambini e adolescenti sani, in attesa di piani vaccinali nazionali, servano come orientamento i dati epidemiologici USA del CDC:

  • La maggior parte (57%) dei ricoveri pediatrici per Covid riguarda bambini con meno di 2 anni d’età, di cui la maggioranza non ha alcuna sottostante patologia.
  • I più alti tassi di ricovero si registrano tra bambini con meno di 6 mesi, seguiti da quelli con 6-23 mesi
  • Nessun vaccino è attualmente approvato negli USA per i bambini sotto i 6 mesi, che possono quindi essere protetti esclusivamente dagli anticorpi materni.
  • La maggior parte (89%) dei bambini e adolescenti ricoverati per Covid non ha ricevuto alcuna dose dei vaccini più aggiornati.

Sandra Adamson Fryhofer. RSV Update for Fall 2025: Protection, Prevention, and Policy – Medscape – Commentary, September 10, 2025. www.medscape.com

Sandra Adamson Fryhofer. Where Do We Stand on COVID Vaccine Recommendations in 2025? Medscape – Commentary, August 21, 2025. www.medscape.com

Immagine da: https://www.freepik.com