2025/08/23 Disinformazione e salute: quando il dubbio diventa un pericolo per tutti


Nell’estate del 2025 negli Stati Uniti si è consumata una delle settimane più difficili per la sanità pubblica americana. In pochi giorni si sono verificati tre eventi che hanno scosso la comunità scientifica e l’opinione pubblica: un attentato armato nella sede del CDC (Centers for Disease Control and Prevention), la cancellazione di mezzo miliardo di dollari destinati alla ricerca sugli mRNA e la richiesta di Robert F. Kennedy Jr. di ritirare un importante studio pubblicato su Annals of Internal Medicine sulla sicurezza dei vaccini.

Questi episodi non sono scollegati tra loro: sono l’espressione di un movimento, Make America Healthy Again (MAHA), guidato da Kennedy, che negli ultimi anni ha conquistato ampi spazi di visibilità e consenso grazie a un linguaggio diretto, seducente per chi si sente tradito o deluso dalle istituzioni. Al centro della sua narrativa vi è un messaggio chiaro: la scienza e la medicina tradizionale sarebbero strumenti di grandi interessi economici più che di tutela della salute.

Kennedy accusa i vaccini mRNA di essere inefficaci e addirittura di favorire la comparsa di nuove varianti. A sostegno delle sue tesi cita un dossier di 181 pagine che, a uno sguardo critico, appare più come una raccolta eterogenea di piccoli studi non revisionati o estratti decontestualizzati, piuttosto che un corpus di evidenze scientifiche solide.

La realtà dei dati è molto diversa. Numerosi studi clinici di grandi dimensioni, rigorosamente peer-reviewed, hanno mostrato che i vaccini mRNA hanno avuto un ruolo fondamentale nel salvare milioni di vite durante la pandemia da COVID-19. Non hanno impedito la trasmissione del virus in senso assoluto – un compito che nessun vaccino respiratorio riesce a garantire completamente – ma hanno ridotto drasticamente i casi gravi, i ricoveri e i decessi.

Come ogni intervento medico, non sono privi di rischi. La farmacovigilanza ha documentato eventi avversi, fra cui la miopericardite: uno studio condotto negli Stati Uniti su quasi 300 milioni di dosi ha rilevato un’incidenza di 4,4 casi per milione di somministrazioni, nella maggior parte dei casi con decorso lieve e completo recupero. Questi numeri aiutano a mantenere la prospettiva: il rischio esiste, ma resta infinitamente più basso rispetto al beneficio ottenuto in termini di vite salvate.

Non solo: la piattaforma mRNA rappresenta oggi una delle più promettenti frontiere di ricerca, non solo per le malattie infettive ma anche per oncologia, malattie rare e altre patologie croniche. Interrompere o ostacolare questa ricerca significa privare milioni di persone di future possibilità terapeutiche.

Se i dati scientifici sono così solidi, come spiegare allora la crescente diffidenza di una parte della popolazione? La risposta, secondo molti osservatori, non è solo scientifica ma sociale e politica.

Gli Stati Uniti spendono oltre 13.000 dollari pro capite all’anno in sanità, più di qualsiasi altro Paese, eppure presentano l’aspettativa di vita più bassa tra i Paesi ad alto reddito. Questa contraddizione alimenta un senso diffuso di ingiustizia: molti cittadini percepiscono di pagare molto senza ricevere in cambio servizi adeguati.

In questo contesto, i messaggi di Kennedy e del movimento MAHA trovano terreno fertile. Si fondano su una premessa che contiene elementi di verità – le distorsioni generate dal sistema sanitario privatizzato e dal settore alimentare scarsamente regolamentato – ma vengono poi piegati a un’agenda che non propone soluzioni concrete. Nessun piano per l’accesso universale alle cure, nessuna proposta di riforma del sistema assicurativo, nessun intervento strutturale contro l’obesità o le dipendenze. Solo un costante spostamento dell’attenzione verso presunti complotti e un attacco sistematico alle istituzioni scientifiche.

Il rischio di questa strategia è duplice: da un lato mina la fiducia nelle istituzioni sanitarie, dall’altro indebolisce gli strumenti di prevenzione che si sono dimostrati più efficaci, come le vaccinazioni.

Si potrebbe pensare che questa sia una vicenda lontana, un problema tipicamente americano. Ma non è così. I meccanismi della disinformazione non conoscono confini: la circolazione globale dei social media rende immediatamente accessibili teorie complottistiche, notizie distorte e narrazioni che fanno leva su paure reali.

La lezione che arriva dagli Stati Uniti è che la scienza, da sola, non basta. Per essere efficace deve saper dialogare, ascoltare, comunicare con trasparenza. Non si tratta solo di “convincere” con i numeri, ma di comprendere le ragioni profonde della sfiducia, dare risposte concrete e coinvolgere i cittadini come partner attivi, non come destinatari passivi di decisioni.

L’editoriale pubblicato su The Lancet parla chiaro: il movimento guidato da Kennedy rappresenta un “programma pseudoscientifico pericoloso”, che sfrutta il malessere della popolazione per alimentare un’agenda anti-scientifica e anti-vaccinale.

Per chi si occupa di salute pubblica, la sfida è duplice: continuare a innovare nella ricerca e nella pratica clinica, ma al tempo stesso proteggere la qualità del dibattito pubblico, smascherando le false informazioni e restituendo fiducia alla popolazione.

La prevenzione, in fondo, non riguarda solo malattie e comportamenti individuali. Prevenire significa anche difendere il sapere scientifico e garantire che la salute rimanga un bene comune, accessibile e condiviso.

  • I vaccini mRNA hanno salvato milioni di vite riducendo ricoveri e decessi da COVID-19: i benefici superano di gran lunga i rischi documentati.
  • Gli eventi avversi esistono, ma sono rari e nella maggior parte dei casi lievi: conoscerli e parlarne apertamente rafforza la fiducia.
  • La disinformazione può essere dannosa quanto una malattia: diffondere notizie false mina la prevenzione e mette a rischio la salute collettiva.
  • La fiducia nella scienza si costruisce con il dialogo: cittadini e istituzioni devono collaborare, ascoltarsi e condividere le decisioni sulla salute.
  • Prevenire significa anche informarsi correttamente: scegliere fonti scientifiche affidabili è un atto di responsabilità verso se stessi e la comunità.

 Note. Immagine e documento adattati a partire dall’editoriale di The Lancet con il supporto di AI.

Riferimenti

Editorial. RFK Jr and MAHA: dangerous, emboldened, and escalating. The  Lancet, August 23,025. https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)01683-6/fulltext