2026/08/17. Incendi boschivi: un’emergenza anche per la salute


Le immagini delle foreste in fiamme raccontano solo una parte dell’emergenza. Il fumo può viaggiare per grandi distanze, raggiungere anche chi vive lontano dalle fiamme e avere conseguenze su polmoni, cuore, gravidanza e benessere psicologico. Un recente editoriale di The Lancet invita a considerare gli incendi boschivi non soltanto come un disastro ambientale, ma come una vera emergenza sanitaria.

È una mattina d’estate. Apriamo la finestra e il cielo appare velato, la luce più opaca, nell’aria c’è odore di fumo. L’incendio può essere molto lontano: non vediamo le fiamme, la nostra casa non è in pericolo e potremmo pensare che il problema riguardi soltanto chi vive vicino al fuoco. In realtà, una parte importante del rischio può arrivare fino a noi attraverso l’aria.

L’estate 2026 ha riportato in primo piano il problema. In Francia e Spagna vasti incendi hanno distrutto abitazioni e costretto all’evacuazione centinaia di migliaia di persone, mentre il rischio si è progressivamente esteso verso Grecia, Italia ed Europa centrale.

Quando vegetazione, legno e altri materiali bruciano, nell’aria viene liberata una miscela di sostanze potenzialmente nocive, tra cui particolato fine, monossido di carbonio, ossidi di azoto e composti organici volatili. Particolarmente importante è il PM2,5, formato da particelle molto piccole che possono penetrare profondamente nell’apparato respiratorio. Il fumo può essere trasportato dal vento anche per grandi distanze: non è quindi necessario trovarsi accanto alle fiamme per essere esposti.

Gli studi disponibili hanno associato l’esposizione al fumo degli incendi a un aumento della mortalità, dei ricoveri ospedalieri e delle malattie respiratorie e cardiovascolari. Sono stati osservati anche esiti sfavorevoli della gravidanza, tra cui parto prematuro, basso peso alla nascita e morte fetale.

Alcune ricerche segnalano inoltre conseguenze a breve termine sulle capacità cognitive. A questo si aggiunge il peso psicologico dell’emergenza: paura, evacuazione, perdita della casa e incertezza possono interferire con il sonno e con il benessere mentale.

Non tutti hanno lo stesso rischio. Bambini, persone anziane e chi soffre di malattie respiratorie, cardiache o psicologiche possono subire maggiormente le conseguenze degli incendi e del fumo. Per questo la risposta sanitaria non può limitarsi a gestire le ustioni, i traumi o le evacuazioni, ma deve prestare particolare attenzione alle persone già fragili.

E l’emergenza non finisce necessariamente quando il fuoco viene spento. Le persone evacuate possono perdere temporaneamente il contatto con i propri servizi sanitari e vedere interrotta l’assistenza di cui hanno bisogno. Per chi vive con una malattia cronica, garantire la continuità delle cure diventa quindi parte della risposta all’emergenza.

La dimensione del fenomeno è tutt’altro che marginale. L’editoriale di The Lancet riporta che nel 2024 i decessi attribuiti nel mondo all’inquinamento da PM2,5 derivato dagli incendi hanno raggiunto 154.000, il 36% in più rispetto alla media del periodo 2003-2012.

È un dato che cambia il modo in cui dovremmo guardare un incendio boschivo. Non è soltanto la fotografia spettacolare di una montagna in fiamme vista al telegiornale. Può modificare la qualità dell’aria respirata da popolazioni molto vaste e aumentare la pressione sui servizi sanitari.

Quando un incendio interessa il territorio o il fumo raggiunge aree abitate è importante:

  • non considerare il rischio concluso solo perché le fiamme sono lontane o sono state spente;
  • prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili, soprattutto bambini, anziani e persone con malattie croniche;
  • seguire le indicazioni delle autorità sanitarie e di protezione civile;
  • in caso di evacuazione, fare in modo che le cure necessarie possano proseguire senza interruzioni;
  • non dimenticare che anche stress, sonno e benessere psicologico possono risentire dell’esperienza di un incendio.

Guardare oltre le fiamme

Quando brucia un bosco, la parte più visibile dell’emergenza sono le fiamme. Quella meno visibile può invece viaggiare nell’aria e raggiungere molte più persone. Il messaggio di The Lancet è chiaro: gli incendi boschivi devono essere riconosciuti e affrontati anche come un problema di salute pubblica. Parlare di cambiamento climatico in termini di salute significa renderne più concrete le conseguenze: riguarda l’aria che respiriamo, le persone più fragili, la continuità delle cure e la capacità dei sistemi sanitari di prepararsi a eventi che rischiano di diventare sempre meno eccezionali.

Editorial. Wildfires: a health emergency. The Lancet August 08, 2026. DOI: 10.1016/S0140-6736(26)01593-X. https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(26)01593-X/fulltext

Immagine creata con OPEN AI