Nel corso del 2025 ASPIC ODV ha realizzato il progetto “Salute, Consapevolezza, Comunità – Percorsi di Prevenzione”, iniziativa nata all’interno del Programma ELISA con l’obiettivo di rendere la prevenzione più accessibile, comprensibile e concretamente praticabile per le persone che vivono in contesti di maggiore fragilità sociale e culturale.
Il progetto si è sviluppato nei quartieri di Falchera e Barriera di Milano, in collaborazione con realtà territoriali già frequentate e riconosciute dalla popolazione, come la Parrocchia Maria Regina della Pace, l’Associazione Camminare Insieme e il Falklab di Falchera. Luoghi che non sono solo spazi fisici, ma veri e propri punti di riferimento per la comunità, dove è più facile incontrarsi, parlare di salute e costruire relazioni di fiducia.
Perché un nuovo progetto sulla prevenzione
L’esperienza maturata da ASPIC negli anni ha mostrato un dato ricorrente: molte persone conoscono l’importanza della prevenzione, degli screening, delle vaccinazioni e dei controlli periodici, ma faticano a trasformare queste informazioni in azioni concrete. Le ragioni sono molteplici: spesso incidono difficoltà di comprendere un linguaggio sanitario complesso, mancanza di tempo, problemi economici, impegni familiari, oppure la sensazione di “stare bene” e quindi di non avere un’urgenza immediata.
In questo scenario, limitarsi a fornire informazioni non basta. Serve qualcuno che accompagni, che aiuti a orientarsi nei servizi, che renda più semplice il primo passo. Da qui nasce l’idea di rafforzare il ruolo delle educatrici pari, donne appartenenti alla stessa comunità delle persone coinvolte, capaci di fare da ponte tra i servizi sanitari e la vita quotidiana.
Il ruolo delle educatrici pari
Il cuore del Progetto è stato un corso di Peer Education, attraverso il quale ASPIC ha selezionato e formato un gruppo di donne motivate a svolgere un ruolo attivo nella promozione della salute. Durante il percorso formativo, le partecipanti hanno approfondito i temi della prevenzione primaria e secondaria, imparato a riconoscere informazioni sanitarie affidabili, acquisito strumenti per comunicare in modo chiaro e comprensibile, e conosciuto più da vicino l’organizzazione dei servizi sanitari.
Al termine del Corso, cinque educatrici pari sono state inserite progressivamente nelle attività ASPIC. Non come figure “aggiuntive”, ma come parte integrante dell’équipe, affiancando medici, formatori e volontari durante i corsi, negli Infopoint sulla salute e nelle attività di gruppo.
Dalla teoria alla pratica: accompagnare le persone
Il contributo delle educatrici pari si è concretizzato in molte azioni quotidiane: aiutare le partecipanti a comprendere meglio le raccomandazioni del medico, supportare la prenotazione di appuntamenti, inviare promemoria, spiegare cosa aspettarsi da uno screening o da una vaccinazione, restare in contatto dopo un colloquio per chiarire dubbi o incoraggiare a proseguire il percorso.
Accanto ai corsi e agli Infopoint, il Progetto ha valorizzato anche le attività complementari, come i gruppi di auto-mutuo-aiuto, le iniziative di attività fisica e gli incontri comunitari. Spazi informali ma preziosi, in cui parlare di salute diventa più naturale e meno “medico-centrico”, e dove la prevenzione si intreccia con la socialità e il benessere complessivo.
Cosa è cambiato
I risultati più evidenti del Progetto non si misurano solo in numeri, ma nella qualità dei percorsi attivati. La presenza delle educatrici pari ha reso più continuo il passaggio dall’informazione all’azione, riducendo le distanze tra ciò che viene consigliato e ciò che è realmente possibile fare. Molte persone hanno riferito di sentirsi meno sole nel percorso di prevenzione e più sicure nel rapportarsi ai Servizi.
È importante sottolineare che la prevenzione richiede tempo. Cambiare abitudini, aderire in modo stabile agli screening o ai controlli non è un processo immediato. Per questo il Progetto ha posto le basi per risultati che potranno essere valutati pienamente solo nel medio-lungo periodo.
Un modello che guarda al futuro
“Salute, Consapevolezza, Comunità – Percorsi di Prevenzione” non è stato pensato come intervento isolato, ma come tappa di un percorso più ampio. L’esperienza ha confermato che investire su relazioni, prossimità e accompagnamento è una scelta efficace, soprattutto quando si lavora con persone che affrontano quotidianamente ostacoli sociali ed economici.
ASPIC continuerà a sviluppare questo modello all’interno del Programma ELISA, rafforzando il ruolo delle educatrici pari, migliorando il collegamento tra corsi e Infopoint e lavorando per rendere la prevenzione sempre più accessibile. Perché prendersi cura della salute non significa solo sapere cosa fare, ma avere le condizioni giuste per poterlo fare davvero.
