2025/09/01 Nuovo Inquadramento dell’Obesità


La pratica medica attuale per diagnosticare l’obesità si basa sul MBI, dove un BMI>30 è considerato tradizionalmente come soglia. Recentemente questa impostazione è stata messa in discussione, anche in relazione all’allargamento delle opzioni di trattamento efficaci di cui oggi si dispone e richiedono, di pari passo, l’affinamento della diagnosi di obesità e della quantificazione del rischio. Si sta quindi andando oltre il BMI verso un nuovo inquadramento, che dia maggiore importanza alla misura del grasso corporeo e al suo impatto sulla salute. Il dibattito è molto ampio e vivace. Come esempi accreditati di tale più ampia visione, citiamo un articolo del settembre 2024 relativo a uno studio della Associazione Europea per lo Studio dell’Obesità (EASO), che evidenzia i limiti del BMI e introduce ulteriori parametri da prendere in considerazione; uno studio americano del luglio 2025 dimostra come l’ampliamento dei parametri porti a una riclassificazione dei soggetti con obesità; infine ,The Lancet Commission per il Diabete e l’Endocrinologia introduce una nuova distinzione tra la malattia “obesità clinica” e il fattore di rischio “obesità preclinica”.

Il BMI non riflette accuratamente l’eccesso di grasso corporeo ,la sua distribuzione o la salute metabolica. Per esempio, soggetti con alta massa muscolare, come gli atleti, possono avere un BMI alto senza eccesso di adiposità. Inoltre, il BMI non dice nulla dello stato di salute del soggetto. Per esempio, consideriamo un gruppo di soggetti sovrappeso con pari BMI e separiamo quelli che hanno comorbidità da quelli che non ce l’hanno: il rischio di mortalità non è lo stesso…

Il nuovo approccio raccomanda di confermare l’eccesso di adiposità con l’aggiunta al BMI di almeno un criterio antropometrico (misura del girovita, rapporto vita-fianchi, rapporto vita-altezza ottenuti con il metro lineare dei vecchi tempi), o meglio la misura diretta mediante metodi moderni e oggettivi quali DEXA o antropometria digitale, entrambe in grado di misurare l’adiposità centrale e il grasso corporeo totale. È necessario naturalmente determinare valori soglia di riferimento in base ad età, genere ed etnia. In soggetti con BMI molto alto (>40) non c’è bisogno di conferma, eccetto che per gli atleti nei quali una grossa massa muscolare può determinare il sovrappeso. Questa raccomandazione rappresenta un cambiamento drastico dei criteri di classificazione e conduce ad una diagnosi più finemente definita, riconoscendo che le conseguenze sulla salute del grasso corporeo in eccesso variano significativamente secondo la sua distribuzione, là dove l’obesità centrale aumenta ulteriormente il rischio di mortalità. La conferma della condizione di obesità definisce un fenotipo fisico ma non risolve di per sé il problema diagnostico della Malattia Obesità. Bisogna aggiungere ancora la presenza di comorbidità e complicazioni notoriamente legate all’eccesso di grasso. Perciò, gli individui con obesità confermata devono successivamente essere sottoposti ad approfondimenti riguardanti la loro storia clinica, l’esame fisico, gli esami di laboratorio standard ed eventuali altri test appropriati. Il BMI può essere raccomandato come un mezzo di screening che evidenzi la necessità di un accertamento accurato sia dell’adiposità che dei suoi effetti funzionali. Lo scopo della “rivoluzione” è quello di identificare i soggetti che hanno veramente la malattia e un rischio più alto di mortalità, per avviarli molto precocemente al trattamento al fine di prevenire lo scadimento delle loro condizioni di salute.L’importanza del BMI nella ricerca epidemiologica rimane inalterata.

La nuova impostazione dovrebbe rendere la diagnosi più personalizzata ed accurata, portando a una riclassificazione che coinvolgerebbe 1 soggetto su 5. Cioè 1 su 5 soggetti definiti come sovrappeso sarebbe in realtà obeso in base ai nuovi parametri, con aumento notevole del numero di obesi ma anche con identificazione più precisa di quelli che hanno realmente bisogno di trattamento.

Il concetto di obesità pre-clinica si applica agli individui che hanno un eccesso di grasso corporeo, ma non hanno conseguenze sulla salute direttamente collegate ad esso; hanno tuttavia un rischio significativamente aumentato di svilupparle in futuro. Attenzione però, la condizione di chi ha un peso normale ma concomitanti problemi metabolici tipicamente associati con l’obesità, non corrisponde all’obesità pre-clinica. Essa è indicata sovente come “sindrome metabolica con peso normale”.

I fattori fondamentali su cui si basa la diagnosi di obesità clinica sono due, e sono legati fra loro: l’esistenza di eccesso di grasso corporeo e il suo impatto sulle funzioni corporee. Precisamente: nell’obesità clinica l’eccesso di grasso ha condotto ad alterazioni della funzione di tessuti, di organi o della generale capacità dell’individuo di compiere le attività di tutti i giorni. Questo legame è essenziale perché il BMI e il girovita (valida misura dell’adiposità centrale) sono solo due numeri che non danno informazioni sulle conseguenze funzionali del grasso in eccesso.

In questa nuova visione del problema Obesità, il trattamento non è più focalizzato sulla perdita di una certa percentuale di peso e un nuovo target di BMI, bensì sul miglioramento (o dove possibile, la remissione) delle manifestazioni cliniche dell’obesità e sulla prevenzione dell’avanzamento verso ulteriori complicazioni o danni d’organo irreversibili. Si tratta di approccio più personalizzato ed olistico al trattamento non dell’obesità ma delle alterazioni funzionali causate da essa, essenzialmente mirato al miglioramento delle condizioni di vita.

Busetto Luca et al. A new framework for the diagnosis, staging and management of obesity in adults. Nature Medicine, 05 July 2024. https://doi.org/10.1038/s41591-024-03095-3

Dror Dicker et al. Implications of the European Association for the Study of Obesity’s New Framework Definition of Obesity: Prevalence and Association with All-Cause Mortality. Annals of Internal Medicine, 8 July 2025. https://doi.org/10.7326/ANNALS-24-02547

Wee C. Christina et al. Staging Obesity Risk Beyond Body Mass Index: Progress Made but More to Do. Annals of Internal Medicine, 8 July 2025. https://doi.org/10.7326/ANNALS-25-02327

Rubino Francesco et al. Definition and Diagnostic Criteria of Clinical Obesity. The Lancet Diabetes & Endocrinology Commission, March 2025. https://www.thelancet.com/journals/landia/article/PIIS2213-8587(24)00316-4/fulltext

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