2025/07/13 Si possono aiutare le donne abusate dal partner…ma rimane quasi tutto da fare per gli uomini, gli anziani e i soggetti vulnerabili


Tutti i giorni, ormai, abbiamo notizia di donne che subiscono abusi: si può trattare di violenza fisica (lesioni e uccisione), sessuale, psicologica (aggressività psicologica, tattiche coercitive, limitazioni del comportamento) o stalking da parte di un partner attuale o precedente. Milioni di donne, adolescenti o adulte, incluse quelle in gravidanza e post-partum, in tutto il mondo subiscono esperienze di questo tipo. Le conseguenze sono potenzialmente molto gravi: lesioni permanenti, disturbi mentali, abuso di alcol e sostanze, fino alla morte. Anche una gravidanza non intenzionale va registrata tra le conseguenze come pure, se la donna è già incinta al momento dell’abuso, la probabilità di dare alla luce un bambino prematuro o con basso peso. Gli abusi descritti sovente non vengono alla luce per paura o vergogna della vittima.

Sì, secondo l’autorevole USPSTF, la Task Force americana sui servizi di prevenzione, che ha recentemente emanato un aggiornamento che rafforza la precedente raccomandazione del 2018, secondo cui è scientificamente provato che nelle donne in età riproduttiva, incluse gravide e in post-partum, l’identificazione tramite screening e il successivo intervento possono ridurre la violenza e i danni psicofisici conseguenti.

Lo screening consiste nel somministrare alle donne, a livello degli ambulatori di base (medico di medicina generale), un questionario mirato ad indagare su diversi aspetti della possibile violenza: fisica (botte, ferite), verbale (insulti, minacce), sessuale (stupro) e psicologica (episodi di umiliazione, limitazione di libertà). La somministrazione di un questionario è giustificata dalla convinzione che, a causa della paura, delle intimidazioni e della mancanza di supporto, le donne non rivelino spontaneamente l’abuso se non si fanno loro domande specifiche, ammesso che rispondano. Una relazione empatica col medico può facilitare l’accertamento, purché le domande siano poste in un ambiente privato e sicuro. Se lo screening evidenzia segni di possibili abusi, la donna viene avviata a un intervento multifattoriale finalizzato a porre termine all’abuso e a fornire supporto per prevenirne gravi conseguenze.

L’intervento è necessariamente ripartito su più fronti: il supporto continuo alla vittima, focalizzato su lotta alla depressione e visite molteplici; sostegno emozionale e comportamentale con intervento dei servizi sociali, ma anche dei familiari e dei contatti sociali, se considerati “facilitatori” nella risoluzione dei conflitti e per la fine dell’abuso. Interventi limitati a contrastare esclusivamente l’abuso da parte del partner e al rinvio a Centri di riferimento, quali i Centri antiviolenza, senza concomitanti interventi su problemi fisici, psicologici, familiari e sociali, si sono dimostrati del tutto inutili.

Sebbene il problema degli abusi sul partner riguardi in schiacciante maggioranza le donne, anche gli uomini ne possono essere vittime. Secondo la UPSPTF non esistono in letteratura medica lavori rilevanti su questo argomento. Pertanto, nulla può essere raccomandato riguardo a screening e a trattamento.

Per questi soggetti è importante definire da chi l’abuso viene commesso. Per questo, è di aiuto il termine caregiver”, che indica in senso lato la persona (possono essere anche più di uno) che provvede assistenza continuativa a un soggetto con disabilità fisica o mentale, o entrambe, e non è in grado di proteggere se stesso. La relazione con il caregiver implica un rapporto di fiducia. L’abuso sugli anziani e vulnerabili può essere fisico, sessuale, emozionale o psicologico, e include assistenza negligente, abbandono, sfruttamento materiale o finanziario. La UPSPTF conclude che non esiste ancora un’evidenza scientifica sufficiente per raccomandare uno screening degli abusi su queste persone. Quindi, per portare alla luce una situazione di abuso da parte di un caregiver e per intervenire nel caso, non esistono riferimenti certi: è ancora tutto lasciato alla sensibilità, all’intuizione, alla capacità di soluzione materiale e finanziaria delle persone, familiari o altri, che hanno rapporto col soggetto vulnerabile. Purtroppo, in molti casi queste persone non esistono o non se ne curano, e le conseguenze sulla persona possono essere irrimediabili.

Riferimenti

Intimate Partner Violence and Caregiver Abuse of Older or Vulnerable Adults: Screening. US Preventive Services Task Force Final Recommendation Statement.JAMA June 24, 2025.doi: 10.1001/jama.2025.9009

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ASPIC odv. https://www.aspicodv.com/schede/violenza-sulle-donne-e-abuso-su-adultianziani-o-vulnerabili/