2025/11/24.Costruire una forza lavoro integrata per rafforzare l’assistenza primaria. Sintesi del rapporto NASEM 2025: un modello per la cura basata sul team, tra sostenibilità e comunità


L’assistenza primaria è da tempo considerata il cuore di ogni sistema sanitario efficace, equo e orientato al benessere della popolazione. Eppure, in molti Paesi, tra cui gli Stati Uniti, essa continua a essere sottovalutata in termini di investimenti e strutturazione delle risorse umane. A confermare questa preoccupazione è il recente rapporto Building a Workforce to Develop and Sustain Interprofessional Primary Care Teams, pubblicato nel 2025 dalla National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine (NASEM).

Il documento riprende e approfondisce quanto già sostenuto nel 2021 da una precedente pubblicazione NASEM, ponendo al centro la necessità di ricostruire l’assistenza primaria su basi solide, collaborative, adattate ai bisogni della società. In particolare, viene affrontato un pilastro fondamentale: la creazione di team interprofessionali stabili, capaci di lavorare insieme in modo coordinato e continuo per la salute della persona e della comunità.

Il rapporto sottolinea che l’assistenza primaria, oggi, è troppo spesso frammentata e sovraccaricata: il singolo medico resta l’unico referente per problemi che richiedono competenze multiple e gestione continuativa. Le conseguenze sono note: difficoltà di accesso, aumento del carico di lavoro, burnout, scarsa continuità della cura e minor efficacia degli interventi di prevenzione.

Di fronte a questi limiti, la proposta della NASEM è chiara: la cura basata sul team. Un team che non è fatto solo di medici, ma di infermieri, psicologi, farmacisti, assistenti sociali, educatori alla salute, operatori della salute mentale e, soprattutto, del paziente e dei suoi caregiver.

Questa visione – già applicata in alcuni contesti nordamericani, come il sistema dei Veterans Affairs – rappresenta un’evoluzione del concetto di “medicina di famiglia”, esteso alla comunità. Un modello che integra la dimensione clinica con quella sociale, culturale e relazionale, per una presa in carico davvero globale.

Il rapporto distingue tre livelli di collaborazione:

  1. Team core (core team): che include il paziente, la famiglia o i caregiver, il medico/operatore sanitario dedicato alla medicina di base, il personale clinico di supporto (infermieri, assistenti medici, segreteria).
  2. Team sanitario esteso (extended health care team): ad esempio psicologi, assistenti sociali, farmacisti, operatori della salute comportamentale, educatori alla salute, gestori di cura (care managers) — tutte figure che contribuiscono a gestire i bisogni più ampi della persona oltre la semplice diagnosi e prescrizione.
  3. Team comunitario esteso (extended community care team): comprende risorse comunitarie come operatori domiciliari, assistenti sociali del territorio, operatori della salute pubblica, volontari e gruppi di auto-mutuo-aiuto, scuole, referenti religiosi o associazioni di quartiere, insomma figure che permettono di integrare la dimensione socio-ambientale, comportamentale e comunitaria nella cura.

Qual è il vantaggio di questo modello? Una cura più completa, coesa e capace di rispondere ai bisogni di salute non solo biologici, ma anche economici, culturali e psicologici.

Uno dei principali ostacoli alla realizzazione dei team è il modello di finanziamento dell’assistenza primaria. Il rapporto richiama la necessità che i sistemi di rimborso riconoscano e finanzino non solo gli atti medici, ma anche la gestione complessiva della persona, la prevenzione, il lavoro di coordinamento, l’educazione alla salute e il supporto sociale.

Per questo, la NASEM propone 9 raccomandazioni operative, rivolte a pagatori, enti regolatori, istituzioni formative e governo federale. Tra le priorità:

  • Valorizzare economicamente tutte le funzioni dell’assistenza primaria, non solo quelle cliniche.
  • Promuovere investimenti strutturali nelle pratiche di assistenza primaria, chiedendo trasparenza e rendicontazione.
  • Finanziare programmi formativi per professionisti sanitari nell’ambito della cura interprofessionale e comunitaria.
  • Creare e aggiornare strumenti di monitoraggio nazionale sulla forza lavoro in assistenza primaria.

Queste raccomandazioni sono state pensate per il contesto statunitense, ma il modello può essere adattato anche a sistemi europei e locali, inclusi quelli a forte impronta pubblica.

Per chi opera in ambito di promozione della salute e prevenzione nelle comunità, come il team ASPIC odv, il documento offre due stimoli fondamentali:

  1. Riconoscere e valorizzare il ruolo degli educatori alla salute, degli operatori di comunità e delle figure di raccordo culturale (come le educatrici pari): essi sono parte essenziale del “team allargato” e facilitano la continuità degli interventi.
  2. Integrare le attività formative, preventive e di infopoint all’interno di un approccio di squadra, dove comunicazione tra figure professionali e coinvolgimento attivo della comunità sono parte integrante della cura.

L’esperienza ASPIC – che unisce medici, psicologi, peer educator, mediatori interculturali e volontari per promuovere salute e prevenzione tra popolazioni vulnerabili – rappresenta un esempio pratico di “team esteso comunitario” già attivo in Italia.

Il rapporto della NASEM non si limita a descrivere un modello ideale, ma richiama una responsabilità collettiva: quella di trasformare l’assistenza primaria in una componente viva, interconnessa e sostenibile del sistema sanitario.

Da questa visione possiamo trarre un messaggio chiaro: investire in prevenzione, educazione e integrazione comunitaria non è un lusso, ma una necessità per garantire salute, equità e resilienza.

E, come mostra il lavoro di ASPIC, i team interprofessionali di cura non sono solo un’idea teorica, ma realtà concrete che si possono costruire, passo dopo passo, in ogni comunità.

Building a Workforce to Develop and Sustain Interprofessional Primary Care Teams National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine. 2025. Building a Workforce to Develop and Sustain Interprofessional Primary Care Teams. Washington, DC: The National Academies Press. https://doi.org/10.17226/29226 https://www.nationalacademies.org/publications/29226

National Academy of Medicine. Implementing High-Quality Primary Care in 2025: Key Policy Priorities. https://nam.edu/perspectives/implementing-high-quality-primary-care-in-2025-key-policy-priorities/

NIH. National Library of Medicine. Designing Interprofessional Teams and Preparing the Future Primary Care Workforce. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK571818/ Imagine da: https://www.freepik.com

NOTE. Documento redatto con il supporto di open Ai e revisionato dall’editor