2025/09/04 Nasce uno standard internazionale per misurare i risultati della chirurgia genitale transgender: la rivoluzione del progetto GenderCOS


Negli ultimi anni, sempre più persone transgender e gender-diverse si sono rivolte alla medicina per intraprendere un percorso di affermazione di genere che includa, quando desiderato, interventi chirurgici ai genitali. Ma mentre le tecniche chirurgiche si sono raffinate e sono aumentate le strutture capaci di offrire questi interventi, un grande limite è rimasto: la mancanza di criteri condivisi per valutare i risultati clinici e il benessere dei pazienti dopo l’operazione.

È qui che entra in gioco il progetto GenderCOS, un’iniziativa internazionale nata per costruire un linguaggio comune attorno ai risultati della chirurgia genitale femminilizzante e maschilizzante. Due studi pubblicati sulla rivista eClinicalMedicine (The Lancet) hanno messo nero su bianco i frutti di questo lavoro: per la prima volta esiste un set condiviso di “esiti core” che devono essere sempre misurati negli studi clinici su questo tipo di chirurgia. Non si tratta solo di monitorare complicanze o risultati estetici, ma anche di dare valore a ciò che i pazienti sentono, vivono e riferiscono.

La chirurgia genitale gender-affirming non è un blocco unico: può includere interventi molto diversi tra loro, come vaginoplastica, falloplastica, metoidioplastica, scrotoplastica, vulvoplastica, e via dicendo. Ogni tecnica ha sue varianti, suoi tempi, suoi rischi. Ma cosa si intende per “successo”? La guarigione fisica? La soddisfazione estetica? La possibilità di avere rapporti sessuali soddisfacenti? La riduzione della disforia?

Finora, ogni studio scientifico sceglieva autonomamente quali risultati misurare, con scale e criteri spesso non confrontabili tra loro. Il risultato? Difficile capire quale tecnica funzioni meglio, quali effetti abbiano nel lungo termine, e – soprattutto – quanto siano davvero efficaci nel migliorare la vita di chi vi si sottopone.

Per superare questo caos, il team internazionale del progetto GenderCOS – composto da chirurghi, psicologi, ricercatori e, elemento fondamentale, persone transgender con esperienza diretta degli interventi – ha avviato un processo di ricerca rigoroso e partecipativo.

Ha cominciato con una revisione sistematica della letteratura medica, per raccogliere tutti gli “outcome” finora citati negli studi scientifici. Poi, attraverso focus group e interviste con persone trans, ha raccolto altri esiti ritenuti importanti ma spesso ignorati. Il totale? Più di 2.000 voci da analizzare.

Attraverso un processo Delphi in tre fasi (una metodologia di consenso utilizzata nella ricerca clinica), queste voci sono state ridotte, discusse e votate da decine di esperti e persone trans da tutto il mondo. Un incontro finale ha definito i set conclusivi.

Il Core Outcome Set per la chirurgia femminilizzante include 11 esiti fondamentali, tra cui:

  • Soddisfazione con la funzione sessuale
  • Qualità della vita legata alla salute
  • Sensibilità erogena
  • Disforia genitale residua
  • Complicanze come stenosi neovaginali, fistole, necessità di ulteriori interventi

Per la chirurgia maschilizzante, il COS finale contiene 10 esiti, tra cui:

  • Sensibilità del neofallo
  • Possibilità di urinare in piedi
  • Capacità di raggiungere l’orgasmo
  • Estetica percepita del risultato
  • Presenza di fistole o stenosi uretrali
  • Morbidità del sito donatore

Non si tratta solo di indicatori clinici: più della metà sono patient-reported, ovvero esiti riportati direttamente dai pazienti, perché solo loro possono dire se un intervento ha davvero migliorato la loro vita.

Questa ricerca è destinata a cambiare il volto della medicina transgender. Avere un linguaggio condiviso sugli esiti significa poter confrontare le tecniche, migliorare la qualità degli studi scientifici e offrire cure più personalizzate, informate e sicure. Ma significa anche mettere al centro l’esperienza reale delle persone trans, dando finalmente spazio alla loro voce nella definizione stessa del successo chirurgico.

In futuro, i medici avranno strumenti migliori per spiegare ai pazienti cosa aspettarsi e per guidare la scelta della tecnica più adatta. Gli studi potranno essere confrontati con maggiore precisione. E le linee guida cliniche internazionali avranno finalmente una base solida. Il progetto GenderCOS ha posto le fondamenta di una nuova medicina di genere: più rigorosa, più equa, più vicina alle persone.

Marleen S. Vallingaet al. The core outcome set for studies on feminizing genital gender-affirming surgery: findings from the GenderCOS project. eClinicalMedicine The Lancet, July 2025. https://www.thelancet.com/journals/eclinm/article/PIIS2589-5370(25)00255-X/fulltext

Philippine J. Roijer et al. A core outcome set for research on masculinizing genital gender-affirming surgery: international consensus results from the GenderCOS project. eClinicalMedicine The Lancet, July 2025. https://www.thelancet.com/journals/eclinm/article/PIIS2589-5370(25)00257-3/fulltext

Immagine da: https://www.freepik.com

Note. Documento preparato a partire dagli articoli pubblicati su The Lancet con il supporto di AI