Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale causa di morte e disabilità nell’Unione Europea. Nonostante i progressi della medicina e delle tecnologie sanitarie, il loro impatto sulla salute della popolazione rimane elevato e, in alcuni gruppi, è destinato a crescere. In questo contesto nasce il Safe Hearts Plan, il Piano europeo per la salute cardiovascolare, promosso con l’obiettivo di ridurre in modo significativo il peso delle malattie cardiovascolari nei prossimi decenni.
Il Piano prende le mosse da una constatazione chiara: gran parte delle patologie cardiovascolari è prevenibile, ma la prevenzione continua a essere sottoutilizzata e sottofinanziata. Allo stesso tempo, persistono forti disuguaglianze tra Paesi, territori e gruppi sociali, che si riflettono in differenze marcate di mortalità, accesso ai Servizi e qualità delle cure. Le malattie cardiovascolari diventano così non solo un problema clinico, ma anche un indicatore delle disuguaglianze sociali e sanitarie presenti in Europa.
Il Safe Hearts Plan si inserisce nel più ampio quadro dell’Unione Europea della Salute, e propone un’azione coordinata capace di rafforzare le politiche nazionali, senza sostituirsi ad esse. L’obiettivo è duplice: da un lato ridurre la mortalità cardiovascolare prematura, dall’altro migliorare la qualità della vita delle persone che convivono con una patologia cardiovascolare, lungo tutto l’arco della vita.
Le principali sfide da affrontare
Il Piano individua alcune criticità strutturali che ostacolano una risposta efficace alle malattie cardiovascolari. Una delle più rilevanti è la distanza tra evidenze scientifiche e pratica reale. Sebbene sia noto che alimentazione non equilibrata, sedentarietà, fumo, consumo di alcol e scarso controllo dei fattori di rischio metabolici siano determinanti fondamentali della malattia, la prevenzione rimane spesso marginale nelle politiche sanitarie.
Un’altra sfida centrale è la diagnosi tardiva. Molti fattori di rischio cardiovascolare sono silenti e vengono identificati solo dopo la comparsa di eventi acuti, come infarto o ictus. L’assenza di programmi di screening omogenei e di controlli sistematici contribuisce a mantenere un approccio reattivo, anziché proattivo, alla salute cardiovascolare.
Il Piano pone inoltre grande attenzione alle disuguaglianze sociali e di genere. Le persone con basso livello di istruzione, o risorse economiche limitate, sono più esposte ai fattori di rischio e meno raggiunte dagli interventi di prevenzione. Le donne, in particolare, sono spesso sottodiagnosticate e trattate più tardivamente, anche a causa di una minore consapevolezza dei sintomi cardiovascolari specifici.
Infine, viene evidenziata la frammentazione dei percorsi di cura e la difficoltà di gestire la cronicità. Chi vive con una malattia cardiovascolare necessita di assistenza continua, integrata e multidisciplinare, che includa anche gli aspetti psicologici e sociali, ancora troppo spesso trascurati.
I pilastri del Piano europeo
Il Safe Hearts Plan si fonda su tre pilastri strettamente interconnessi.
Il primo pilastro è la prevenzione lungo tutto l’arco della vita, considerata l’investimento più efficace ed equo per ridurre il peso delle malattie cardiovascolari. La prevenzione non è intesa come un insieme di raccomandazioni generiche, ma come un processo continuo e personalizzato che tenga conto dell’età, del genere, del contesto sociale e delle vulnerabilità individuali. Grande attenzione è dedicata alla promozione di stili di vita sani, al ruolo degli ambienti di vita e di lavoro, alla prevenzione precoce nei bambini e negli adolescenti, riconoscendo che le abitudini acquisite nelle prime fasi della vita influenzano il rischio cardiovascolare futuro. Un aspetto innovativo è il riconoscimento del ruolo delle vaccinazioni, come influenza e COVID-19, nella riduzione del rischio cardiovascolare nei soggetti fragili.
Il secondo pilastro riguarda la diagnosi precoce e lo screening. Il Piano promuove il passaggio da un modello centrato sull’evento acuto a un modello orientato all’identificazione anticipata del rischio. Viene proposta l’elaborazione di un quadro di riferimento europeo per i controlli di salute cardiovascolare, che includa non solo la misurazione dei fattori di rischio tradizionali, ma anche condizioni genetiche e altri fattori emergenti. Elemento chiave è il coinvolgimento attivo dei cittadini: conoscere i propri parametri di salute è considerato un passo fondamentale per una prevenzione efficace.
Il terzo pilastro è dedicato al trattamento, alla cura e alla qualità della vita delle persone con malattia cardiovascolare. Il Piano sottolinea la necessità di percorsi di cura integrati e continui, capaci di rispondere alla crescente complessità della multimorbilità. La riabilitazione cardiovascolare viene riconosciuta come parte essenziale del percorso di cura, insieme all’attenzione alla salute mentale e al benessere psicologico. Viene inoltre affrontato il tema dell’accesso equo alle innovazioni terapeutiche e ai farmaci, per ridurre le disuguaglianze tra Paesi e territori.
A supporto dei tre pilastri, il Piano individua alcune dimensioni trasversali fondamentali, tra cui la digitalizzazione dei dati sanitari, la ricerca e la produzione di conoscenza, la riduzione delle disuguaglianze sociali e di genere.
Perché ASPIC è coerente con il Piano europeo
Le attività di ASPIC si collocano in modo naturale e coerente all’interno della visione proposta dal Safe Hearts Plan. L’approccio adottato da ASPIC, basato sulla promozione della salute, sull’alfabetizzazione sanitaria e sull’attenzione ai gruppi più vulnerabili, riflette pienamente i principi cardine del Piano europeo. La centralità della prevenzione, l’attenzione ai determinanti sociali della salute, il coinvolgimento attivo delle persone e l’accompagnamento nei percorsi di cura rappresentano elementi chiave condivisi.
In particolare, l’impegno di ASPIC nel rendere accessibili informazioni scientificamente fondate, nel lavorare in contesti di prossimità e nel ridurre le barriere culturali e sociali risponde direttamente alla priorità europea di ridurre le disuguaglianze nella salute cardiovascolare. In questo senso, ASPIC si muove nella stessa direzione indicata dal Piano EU: passare da una sanità centrata sull’evento a una sanità orientata alla prevenzione, alla consapevolezza e alla presa in carico della persona nel suo contesto di vita.
Riferimenti
European Commission. Communication on an EU cardiovascular health plan: the Safe Hearts Plan. https://health.ec.europa.eu/publications/communication-eu-cardiovascular-health-plan-safe-hearts-plan_en
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