Al termine delle attività scolastiche in Burkina Faso, Suor Eliana è potuta rientrare in Italia. Alcuni Soci di ASPIC l’hanno incontrata presso la Sede Generalizia della Congregazione delle Suore del Santo Natale.
Oltre ad occuparsi della tradizionale assistenza ed educazione di circa 200 bambini e bambine che frequentano la scuola dell’infanzia presso la sede della Missione Mere Nataline a Koudougou (Burkina Faso), Suor Eliana rappresenta da anni l’occhio attivo di ASPIC presso il Centre Notre Dame du Don de Dieu (CNDDD) che si trova poco distante, a Réo. Qui dal 2016 ASPIC ha attivato il sostegno sanitario, inteso in senso largo, dei bambini e ragazzi ospiti.
Gli interventi realizzati negli anni, anche con il contributo della Regione Piemonte e dell’Associazione Cuore Aperto, hanno portato ad un miglioramento delle condizioni di vita e di conseguenza dello stato di salute degli ospiti, sino a quando il fondatore, Abbé Kinda Modérat, è stato presente nel CNDDD.
Da quando, su istanza del proprio vescovo, ha assunto (circa due anni orsono) la responsabilità di una parrocchia distante molti chilometri dal Centre, i ragazzi, al di fuori delle ora di scuola, sono senza una guida e un monitoraggio continuo.
Fortunatamente possono ancora ricevere le visite dell’infermiere Théotime Bado, incaricato da ASPIC, ogni 10 giorni e ricevere assistenza sanitaria specifica.
Nonostante lo stato di relativo abbandono la situazione sanitaria non presenta preoccupazioni, ma è difficile credere che questa situazione possa continuare in mancanza di miglioramenti complessivi nella struttura.
Infatti i ragazzi non possono, al momento, avere accesso né ai dormitori migliori recentemente realizzati, né alla sala polivalente dove dovrebbero svolgersi le attività di studio e ricreative. Purtroppo anche i servizi, realizzati alcuni anni orsono dalla nostra Associazione, sono deteriorati e al limite della inservibilità.
La signora, assunta da Modérat con il sostegno di ASPIC, che per più di un anno ha fatto da “mamma” ai ragazzi, seguendoli in vari momenti della giornata, soprattutto per il rispetto delle cure igieniche, è stata allontanata dal Centre per scarso rendimento.
L’ampio orto (circa 4.000 m2), moderna struttura, dotato di notevole disponibilità idrica, sempre realizzato negli anni passati con il contributo degli attori prima descritti, è praticamente abbandonato; i ragazzi da soli non sono in grado di provvedervi e di conseguenza disporre di prodotti, quali ortaggi e frutta, con cui migliorare la loro povera dieta.
Parimenti dicasi per l’allevamento di piccoli animali da cortile.
In questo quadro desolante, come anche descritto da Suor Eliana, al momento non si intravvedono azioni che consentano di recuperare la situazione di degrado.
Il tutto è reso ancor più amaro dalla constatazione che, nel tempo, sono state spese somme ingenti (da Regione Piemonte, Cuore Aperto, ASPIC) e centinaia di ore di progettazione etc. per ritrovarsi, a parte il miglioramento delle condizioni generali di salute dei ragazzi, alla casella di partenza.
Nei prossimi mesi, sempre con l’aiuto e i consigli di Suor Eliana, valuteremo se continuare o meno nella nostra iniziativa.









