Il legame tra obesità e rischio di cancro
Quando si parla di obesità, il pensiero va quasi sempre alle malattie cardiovascolari, al diabete o alla pressione alta. Negli ultimi anni, però, la ricerca scientifica ha chiarito sempre meglio che il peso corporeo in eccesso può influenzare anche il rischio di sviluppare alcuni tumori. Una recente review pubblicata su JAMA ha riassunto le prove disponibili su questo tema, mostrando come l’obesità non sia soltanto una condizione metabolica o estetica, ma un fattore che può incidere profondamente sulla salute dell’intero organismo.
Secondo gli autori, sovrappeso e obesità sarebbero associati a circa il 10% delle nuove diagnosi di cancro negli Stati Uniti. Il legame è particolarmente forte per alcuni tumori, come quello dell’endometrio, del fegato e delle vie biliari. Anche altre neoplasie risultano più frequentemente associate all’eccesso di peso: tra queste il tumore del colon-retto, della mammella dopo la menopausa, dell’endometrio, del rene, del pancreas, del fegato, dell’esofago, della tiroide, dell’ovaio, della colecisti e della prostata.
Questi dati suggeriscono che l’obesità non è solo un problema individuale legato allo stile di vita, ma rappresenta anche una questione rilevante di salute pubblica. L’aumento globale dei tassi di sovrappeso e obesità potrebbe infatti contribuire, nel tempo, anche all’aumento dell’incidenza di alcune forme di cancro.
I meccanismi biologici che collegano obesità e tumori
Per comprendere perché l’obesità possa favorire lo sviluppo di tumori, è utile ricordare che il tessuto adiposo non è un semplice deposito di energia. Si tratta di un vero e proprio organo metabolicamente attivo, capace di produrre ormoni, molecole infiammatorie e segnali biologici che influenzano diversi sistemi dell’organismo. Quando il tessuto adiposo aumenta in modo eccessivo, questo equilibrio si altera e si crea un ambiente biologico che può favorire l’insorgenza di malattie.
Uno dei meccanismi più studiati è l’infiammazione cronica di basso grado. Nelle persone con obesità, il tessuto adiposo produce quantità maggiori di sostanze infiammatorie che mantengono l’organismo in uno stato di infiammazione persistente, spesso senza sintomi evidenti. Nel lungo periodo questa condizione può danneggiare i tessuti e favorire la comparsa e la crescita di cellule anomale. Inoltre, l’aumento del tessuto adiposo può stimolare la produzione di estrogeni, soprattutto dopo la menopausa, contribuendo ad aumentare il rischio di tumori sensibili agli ormoni, come quelli della mammella e dell’endometrio.
Anche il sistema immunitario sembra risentire dell’obesità. In condizioni normali, le difese immunitarie sono in grado di individuare e distruggere cellule alterate prima che possano trasformarsi in tumori. Nell’obesità, tuttavia, questa capacità di controllo può ridursi: alcune cellule immunitarie diventano meno efficaci, mentre altre possono favorire un ambiente più tollerante nei confronti delle cellule tumorali.
Un ulteriore elemento riguarda il metabolismo energetico. Le cellule tumorali necessitano di grandi quantità di energia per crescere e proliferare. Il tessuto adiposo in eccesso mette a disposizione acidi grassi e altre sostanze energetiche che possono essere utilizzate dalle cellule tumorali come carburante per il loro sviluppo.
Infine, l’obesità si associa anche a un aumento dello stress ossidativo, cioè alla produzione di molecole capaci di danneggiare le cellule. Quando questi processi colpiscono il DNA e i sistemi di riparazione non funzionano in modo adeguato, aumenta la probabilità che si accumulino errori genetici che, nel tempo, possono contribuire alla trasformazione tumorale. Anche il microbiota intestinale sembra avere un ruolo: nelle persone con obesità si osservano alterazioni della flora intestinale che possono favorire infiammazione e squilibri metabolici, contribuendo potenzialmente al rischio di tumori, soprattutto a livello intestinale.
La perdita di peso come possibile strategia di prevenzione
Una delle domande più importanti riguarda la possibilità di ridurre il rischio di cancro attraverso la perdita di peso. Le evidenze disponibili suggeriscono che una riduzione significativa del peso corporeo può effettivamente associarsi a un minor rischio di sviluppare alcuni tumori legati all’obesità.
In particolare, alcuni studi indicano che una perdita superiore al 10% del peso corporeo potrebbe contribuire a ridurre il rischio di determinate neoplasie. Le evidenze più solide provengono dagli studi condotti su persone sottoposte a chirurgia bariatrica e da ricerche relative ad alcuni farmaci per il trattamento dell’obesità, tra cui gli agonisti del recettore GLP-1 che negli ultimi anni hanno mostrato risultati promettenti nel favorire una riduzione significativa del peso.
È importante sottolineare che la relazione tra perdita di peso e riduzione del rischio oncologico non è ancora completamente definita. Gli autori della review evidenziano infatti la necessità di studi più ampi e con un follow-up più lungo per comprendere meglio l’entità di questo beneficio. Tuttavia, il messaggio che emerge dalla letteratura è chiaro: intervenire sul peso corporeo può produrre benefici che vanno oltre la prevenzione del diabete e delle malattie cardiovascolari, estendendosi anche alla prevenzione oncologica.
In questa prospettiva, la prevenzione dell’obesità assume un valore strategico per la salute pubblica.
In concreto, cosa possiamo fare per ridurre il rischio?
Alcuni comportamenti quotidiani possono aiutare a mantenere un equilibrio metabolico favorevole alla salute.
- Mantenere un peso corporeo adeguato. Il sovrappeso e l’obesità aumentano il rischio di diversi tumori. Anche una riduzione moderata del peso può avere effetti benefici sul metabolismo e sull’infiammazione.
- Seguire un’alimentazione equilibrata. Privilegiare alimenti ricchi di fibre come frutta, verdura, legumi e cereali integrali, riducendo il consumo di zuccheri semplici, cibi ultraprocessati e grassi saturi.
- Fare attività fisica con regolarità. Il movimento aiuta a controllare il peso, migliora il metabolismo e riduce lo stato infiammatorio dell’organismo. Anche attività moderate, come camminare ogni giorno, possono avere effetti positivi.
- Ridurre il tempo sedentario. Stare seduti per molte ore al giorno è associato a diversi fattori di rischio per la salute. Interrompere la sedentarietà con piccoli momenti di movimento può fare la differenza.
- Rivolgersi al medico quando il peso è molto elevato. In alcuni casi possono essere utili interventi più strutturati, come programmi nutrizionali, terapie farmacologiche o, nei casi selezionati, chirurgia bariatrica.
Riferimenti
Sherry Shen, et al. Obesity and Cancer. A Translational Science Review. JAMA March 9, 2026. doi:10.1001/jama.2026.1114. https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2846256
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